Pisa - quartier generale

A Pisa, l'Istituto ha il suo Quartier Generale all'interno della nuova Area della Ricerca del CNR, dove è dotato di un dipartimento immagini di assoluta avanguardia, di laboratori di scienze di base, bioingegneria, informatica, biologia, biochimica, medicina molecolare, statistica medica, epidemiologia e medicina sperimentale.

L’Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) di Pisa è il più grande istituto biomedico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). L’interesse primario è rappresentato dalle malattie cardiovascolari, con integrazioni e ramificazioni sulle relazioni (in fisiologia e in malattia) tra cuore e polmone, cuore e metabolismo, cuore e ambiente, cuore e cervello, cuore e cancro. L’approccio inter-, multi- e trans-disciplinare di IFC costituisce il terreno di coltura dell’innovazione, centrato sulla malattia e basato sull’integrazione di saperi. IFC è oggi costituito da 501 unità di personale, di cui 181 a tempo indeterminato (101 ricercatori e tecnologi: biologi, medici, ingegneri, chimici, informatici, matematici, epidemiologi, ecc), 19 ricercatori e tecnologi a tempo determinato, 30 CTER a tempo determinato, 54 assegnisti, 35 contratti d'opera, 18 ricercatori associati, 42 dottorandi (11 su fondi esterni IFC) e 101 ricercatori convenzionati nell'ambito di progettualità miste interistituzionali e altre 37 unità di personale in formazione (specializzandi, tirocinanti, tesisti, frequentatori). Di questo personale, i 4/5 operano nel quartier generale di Pisa all’interno dell’Area di Ricerca del CNR e 1/5 è dislocato nelle sedi di Lecce, Massa, Milano, Roma e Siena. Dal Febbraio 2012, è attiva una URT (per ora senza conferimento di personale) presso l’Università della Magna Grecia e diretta dal Professore Ordinario di Cardiologia Ciro Indolfi. Dall’Aprile 2012, è anche attiva una unità staccata a Messina, dove nel cuore del Policlinico “G. Martino” di Messina è indovata un’isola del futuro di 250 mq per la terapia ICT-assistita dell’autismo, con 20 persone coordinate dal nostro Ing. Giovanni Pioggia. Ricerca e alta formazione, innovazione e trasferimento tecnologico si riflettono uno nell’altro, in una coalizione iridescente di saperi e appartenenze diverse (con convenzioni operative in atto con UniPisa, Scuola Sant'Anna, Scuola Normale Superiore, Sistema sanitario Regionale della Toscana, Università di Firenze, Università di Siena, IRCCS Stella Maris, Università di Lecce, Ospedale Niguarda di Milano, Istituto Toscana Tumori di Firenze, ITT di Genova, eccetera). L’infrastruttura dell’IFC si articola in quattro principali aree, ciascuna armata da tecnologie stato dell’arte: la fisiopatologia clinica; la medicina sperimentale, molecolare e cellulare; le tecnoscienze centrate sul triangolo infonano- bio (ehealth, nano-materiali, biotecnologia); l’epidemiologia (clinica, ambientale, sociale e molecolare). Le quattro aree di conoscenza convergono da prospettive diverse e complementari su pochi principali argomenti d’interesse, per evitare la frammentazione culturale e valorizzare le culture multidisciplinari come richiede lo standard qualitativo della ricerca scientifica e tecnologica. Il numero di pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed è salito negli ultimi anni da 79 per anno (impact factor medio 3.4) nel 2002-2007, a 110 nel 2008, 145 nel 2009, 170 nel 2010, 200 nel 2011 e 300 nel 2012 (Impact factor medio=4.0). Il numero di grant europei accesi è salito dai 2 del 2007 ai 27 attuali (20 FP7, 5 come coordinatore), con attrazione di risorse esterne nel 2012 di circa 9 milioni di euro (pari a 30 volte la dotazione ordinaria). L'attuale portafoglio tecnologico di IFC conta un'officina farmaceutica con un proprio sito di produzione per produzione sterile di radiofarmaci con certificazione Good Manufacturing Practice; 21 brevetti, di cui 9 internazionali, 4 ceduti all'industria, 6 depositati nel 2012 e 5 nella pancia di 4 spin-off attivi, di cui 3 nati nel 2011, e con un fatturato globale di circa 1 milione di euro. L’Istituto (che il 1° Novembre 2007 aveva conferito le attività cliniche alla Regione Toscana con dimezzamento del personale, trasferendo in Fondazione CNR-Regione Toscana “G. Monasterio” professionalità spiccatamente clinicogestionali) negli ultimi 4 anni è diventato più produttivo (ha quintuplicato la produttività per ricercatore in base ai criteri ANVUR da 0.38 articoli/anno nel 2007 a 2.0 articoli/anno nel 2012), più attento al trasferimento tecnologico (raddoppiato il portafoglio brevetti e quadruplicato il numero di spin-off e il loro fatturato globale) e più ricco (con fondi esterni pari a 80 mila €/ricercatore per anno, rispetto ai 18 mila euro per ricercatore dei benchmark di dipartimento). Restituito alla sua natura di istituto di ricerca che guarda alla clinica (ontologicamente diverso da una azienda ospedaliera ad alto volume che guarda alla ricerca), l’Istituto di Fisiologia Clinica – risanato economicamente, ristrutturato gestionalmente e rimotivato culturalmente - è tornato a fare quello che gli riesce meglio: innovazione finalizzata alla clinica. I risultati si vedono, e vengono fotografati anche quest'anno dall'annuario.

 

 

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